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Progetto Blaze di Unimarconi: energia a basso costo dalle biomasse

Un progetto per andare oltre le criticità che gli impianti attuali di cogenerazione a biomassa presentano
Un progetto per andare oltre le criticità che gli impianti attuali di cogenerazione a biomassa presentano

I vantaggi di Unimarconi

  • Lunga tradizione
  • Focus sulla qualità
  • Ampia offerta formativa
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Nell’ultimo numero di Platinum, rivista specializzata in ricerca e sviluppo e allegata a IlSole24ore che illustra il meglio dell’imprenditoria e dell’innovazione italiana, c’è un articolo sul Progetto Blaze sulle biomasse di cui l’Università degli Studi Guglielmo Marconi è coordinatore. Unimarconi è la prima Università Telematica in Italia e primeggia non solo nella didattica, ma anche nella ricerca. Nello specifico il progetto “Biomass Low cost Advanced Zero Emission small-to-medium scale integrated gasifier fuel cell combined heat and power plant” – con un budget di 4,2 milioni di euro e della durata triennale – comprende diverse realtà di ricerca (Epfl , Aquila, Enea), industriali (Walter Tosto, Solidpower, Hygear, Enereco) e di disseminazione (Eubia) con un occhio attento alla tecnologia italiana.

Lo scopo è quello di andare oltre le criticità che impianti attuali di cogenerazione a biomassa presentano. “Biomasse specifiche, per cui molto spesso non locali e costose – ha specificato il professor Enrico Bocci, coordinatore di Blaze e responsabile del laboratorio di Unimarconi – costi di investimento, manutenzione, complessità ed emissioni (particolato, catrami) troppo elevate. Blaze, infatti, sviluppa la prima cogenerazione a biomassa di piccole e medie dimensioni (25-5.000 kWe) con tecnologia a letto fluido bollente a vapore che converte materie prime eterogenee (scarti organici agro-industriali, urbani e forestali) in un gas ad alto potere calorifico che alimenta una efficiente cella a combustibile a ossidi solidi”.

Questo progetto vede la collaborazione di Susanna Correnti e Federica Funghi come project manager, inoltre Arturo Lavalle come responsabile dell’Area Ricerca e Sviluppo dell’ateneo: “Stiamo seguendo altre iniziative H2020 in questo ambito di ricerca che vedono il coordinamento scientifi co del Professor Bocci e che mirano a sviluppare tecnologie ‘clean’ sempre più avanzate come nel caso del progetto Gico ‘Gasifi cation Integrated CO2 capture and conversion’. Ricerca e innovazione sono per noi priorità imprescindibili, a cui dedichiamo impegno e risorse con grande determinazione”.

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