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Gender Gap, UnitelmaSapienza tra le università italiana più paritarie

Secondo il report sul gender gap stilato da Talents Venture UnitelmaSapienza è il secondo ateneo più paritario tra quelli di piccole dimensioni.

Secondo il report sul gender gap stilato da Talents Venture UnitelmaSapienza è il secondo ateneo più paritario tra quelli di piccole dimensioni.

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    Talents Venture ha pubblicato un report sul gender gap e in merito a questo tema sembra che le università italiane siano ancora ben lontane dal raggiungere la parità di genere. In questo scenario UnitelmaSapienza si piazza al secondo posto come università più paritaria tra quelle di piccole dimensioni con un punteggio complessivo di 93 su 100.

    Le componenti analizzate per determinare il punteggio complessivo sono state 4: iscritti, docenti, dottorandi e personale amministrativo. Ottime le performance di UnitelmaSapienza per quanto riguarda iscritti (98/100) e docenti (97/100), mentre la categoria del personale amministrativo fa registrare il risultato meno inclusivo (84/100).

    Il Gender Gap nelle Università Italiane

    Secondo questa ricerca le ragazze iscritte alle università italiane superano quota un milione ma il 30 per cento di loro si concentra in soli due gruppi di laurea (Istruzione e Arti e Scienze Umane). Solo lo 0,5 per cento delle esponenti del gentil sesso iscritte all’università ha scelto di intraprendere un percorso di studi in Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).

    Il divario di genere si nota anche nelle strutture amministrative e nei dipartimenti: i professori ordinari rappresentano il 75 per cento contro solamente il 25 per cento di donne. Questa ultima percentuale però è in aumento negli ultimi anni. Lo stesso non vale per le cariche dirigenziali che sono a svantaggio delle donne con il 41 per cento, mentre nei ruoli amministrativi lo svantaggio è per gli uomini (26 per cento).

    Ad oggi, le differenze di genere hanno, per la maggior parte dei casi, un impatto negativo in molti ambiti, non ultimo quello dell’istruzione, limitando quell’innovazione e quel benessere. Per riuscire a colmare questo divario è necessario avviare attività concrete che abbiano un impatto significativo sulla vita delle organizzazioni e delle persone. Un esempio sono i programmi di orientamento che invitino a considerare come possibili quei percorsi formativi che per tradizione o pregiudizio vedono l’assenza di uno o dell’altro genere come nel caso dell’ambito ICT in cui le donne sono solo l’14% delle persone che si iscrive a questi corsi“, ha detto Pier Giorgio Bianchi, CEO di Talents Venture.